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| Saper leggere l'etichetta |
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Dall’etichetta non emergono dati che fanno intendere la qualita' vera e propria, in tal caso non dovete fare altro che assaggiare il contenuto della bottiglia, operazione che non crea disagio se amate il cosiddetto nettare degli dei.
Etichetta, retroetichetta e collarino, considerati come elementi grafici, non hanno alcun tipo di restrizione. Pertanto la grandezza, la forma (quadrata, rettangolare, ovale, ecc.) e i colori sono studiati lasciando il passo alla creativita' e alla fantasia.
L’etichetta dei vini D.O.C. o D.O.C.G. deve esplicitare la qualifica, il nome del vigneto e della zona di coltivazione, l’annata e includere la sigla di origine controllata (l’immagine e' esemplificativa):
Su alcune bottiglie di vino d’origine pregiata c’e' il numero per contraddistinguere l’imbottigliatura del vino.
In particolare, i vini D.O.C.G. devono avere il contrassegno di stato sul collarino della bottiglia.
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L’annata corrisponde all’anno di raccolta dell’uva. Su alcune bottiglie di vino d’origine pregiata c’e' il numero per contraddistinguere l’imbottigliatura del vino.
Sulla retroetichetta e' obbligatorio indicare:
• il numero di lotto di appartenenza del vino, cioe' la quantita' di bottiglie di vino confezionato nel medesimo periodo e nelle stesse circostanze. Solitamente precededuto dalla lettera L (lotto) e seguito da numeri che si riferiscono alla data di imbottigliamento (il vino non ha una vera e propria scadenza, pertanto attraverso questa dicitura avete un’informazione essenziale). Potete fare riferimento al numero di lotto nel caso vi accorgiate di eventuali anomalie; - il divieto alla dispersione della bottiglia nell’ambiente dopo l’uso mediante scritta o simbolo. |
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